Mario Brunello suona e racconta J. S. Bach

Apertura cancelli ore 21.00
Inizio spettacolo ore 21.30

Il più celebre violoncellista italiano sarà impegnato in un concerto interamente dedicato ai capolavori di Bach per strumento ad arco solo (Suites e Partite). Brunello alternerà il classico violoncello al violoncello piccolo, illustrando le differenze tra i due strumenti e le motivazioni che lo hanno portato ad imbracciare quest’ultimo raro strumento per eseguire opere originariamente scritte da Bach per violino.

Per Théatre et Lumières Brunello realizzerà uno spettacolo che si svolgerà tra racconti, confessioni e tanta ottima musica, incentrato principalmente sulla figura del compositore J. S. Bach.

Mario Brunello è un musicista dall’eccezionale curriculum: non solo è considerato uno dei migliori violoncellisti del mondo per la sua grande capacità interpretativa, ma il suo talento e la sua innata curiosità – che lo ha portato alle sperimentazioni e alle collaborazioni più disparate – lo rendono un artista versatile e unico nel suo genere. Suona un violoncello Maggini del ‘600 ed è stato il primo musicista italiano a vincere il Concorso Internazionale Ciajkovskij, nel 1986, come miglior violoncellista.

Agli inizi della sua carriera artistica suona nell’Orchestra della Fenice di Venezia, diventa primo violoncello alla Scala, e ben presto inizia a suonare e collaborare con i più grandi direttori del mondo, tra cui Muti, Bychkov e Abbado. Si esibisce sia come solista che come direttore, fonda l’Orchestra d’Archi Italiana, nella musica da camera collabora con i migliori professionisti al mondo – da Kremer ad Accardo, passando per il Quartetto Alban Berg.

Apre le porte alle collaborazioni con altre forme d’arte – come dichiara lui stesso in un’intervista a Famiglia Cristiana: “La musica è in contatto obbligatorio con le altre arti, è una sua esigenza naturale unirsi alla parola detta bene” – e questo lo porta, negli anni, a costruire spettacoli insieme a nomi del calibro di Paolo Fresu e Vinicio Capossela, spaziando fino a Moni Ovadia, Marco Paolini e persino Margherita Hack.

E in tutto questo Mario Brunello accetta anche di buon grado di essere definito il “musicista montanaro”: non solo perché da ragazzino avrebbe desiderato diventare una guardia forestale piuttosto che un musicista, ma anche perché il suo rapporto speciale e contemplativo con la natura – immerso nella quale si è spesso esibito – lo ha portato ad essere tra i fondatori e i primi ad esibirsi alla manifestazione I Suoni delle Dolomiti, che da ormai vent’anni porta nei rifugi in quota la musica più emozionante: “il silenzio è diverso lassù e il suono arriva direttamente al cuore”.

Ora non resta che scoprirlo nell’intima e raccolta atmosfera del Teatro Romano di Aosta, lunedì 8 luglio, ore 21.15

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